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ANALISI DELLA NOSTRA OASI DI BADIA TEDALDA E DEL TERRITORIO CIRCOSTANTE




La foto satellitare del luglio 2017 ci mostra un territorio sicuramente molto sfruttato ed a rischio di calanchi, come testimoniano le aree bianche, ma il bosco di nostra proprietà era abbastanza denso.

 


Badia Tedalda nel 2023
Badia Tedalda nel 2023

La foto satellitare di settembre 2023 , nella stessa posizione, mostra un live peggioramento della copertura boschiva nella nostra oasi, ma un grave arretramento in tutte le aree circostanti, senza che ci siano stati evidenti episodi di ceduazione. E' improbabile che il cambiamento sia tutta dovuta a due mesi di differenza nella stagione in cui sono state scattate.

 

 Molto probabilmente tutto questo è causato dai cambiamenti climatici, con lunghi periodi di siccità intervallati da brevi ed intensi fenomeni temporaleschi, che provocano dilavamento.

Purtroppo tale situazione è frequente in molte parti d’Italia, più grave al sud e nei terreni esposti a meridione, ma come si vede neanche il centro Italia ne è indenne.

Di fronte a tali problematiche occorrerebbero interventi urgenti e importanti, a cominciare dal vietare la ceduazione, ridurre il più possibile la dipendenza dalla legna, abbassare l’immissione di CO2 in atmosfera e azzerare il consumo di suolo.

Sappiamo benissimo che ben difficilmente si faranno scelte così impopolari, e quindi l’unica soluzione che ci resta è comprare i terreni ed evitare qualsiasi taglio di alberi sui terreni di proprietà.

 

PIETRO MICARONI

VOLONTARIO 1EUROXB



 
 
 

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